Volevo solo piangeresopra il Tevere.Sentimentale, Aiello * Due settimane fa ero a Roma e a Roma ho camminato. Ho camminato a vuoto all'aeroporto di Fiumicino, perdendomi un paio di volte perché pensavo fosse tutto diverso e invece di diverso non c'era nulla. Arrivata a Termini ho camminato disorientata, stupendomi di come negli anni avessi cancellato… Continua a leggere A Roma ho camminato
Cicale
Sono una sorta di cicala, forse. D'estate canto, mi godo la luce della sera. Ho dei momenti luminosi di semina. Al mattino: decido. Perfino i colori delle case che si vedono dal mio balcone, d'estate, sembrano più vividi. C'è accordo fra me e il tempo, il più delle volte non mi sento rincorsa, posso respirare.… Continua a leggere Cicale
Il punto è cosa sei
Georgi Kalaydzhiev via Unsplash * Allora, quando me ne andavo per il mondo, non portavo ancora sulle spalle certi pesi, la rassegnazione non sapevo cosa fosse e vivevo quel sentimento dell'attesa che riguarda la vita al suo inizio. C'era qualcosa in cui credevo molto, questo lo ricordo chiaramente, anche se non saprei dire cosa. Forse… Continua a leggere Il punto è cosa sei
La tua cosa preferita dell’estate
Ho chiesto alla bambina quale fosse stata la sua cosa preferita dell'estate. Anzi di fare una classifica, le prime tre. Al primo posto, mi ha detto, il mare con te. Eppure eravamo stati al grande parco con le montagne russe e le giostre e altre attrazioni che non aveva mai visto, col cuore sempre palpitante… Continua a leggere La tua cosa preferita dell’estate
Una domenica mattina
Una domenica mattinapiena di gioia: con la luce prestoattaccata alla riva dei piedicome ali leggere di Mercurio e la riva vuota del mareil sole che trema sull'acquarimandando i suoi riflessisulle nostre piccole spalle Nell'angolo un uomo sotto l'ombraverticale della piazza con tuttoil suo bazar di braccialettie salvagenti e bracciolie innocue pistole colorate, in attesadi forestieri… Continua a leggere Una domenica mattina
La cura del mare
Mio figlio piccolo non se ne fa mettere berretti in testa, di nessun tipo, in nessun modo. Appena provo a mettergliene uno, subito se lo caccia via con un colpo di mano veloce. Se dieci volte lo metto, undici lo tira via. Così scendiamo al mare quando il sole quasi se n'è andato. Appena arriviamo… Continua a leggere La cura del mare
Scrivere per nascondersi
Ho cominciato a mentire intorno all'età di quattro anni. Ricordo distintamente quella prima bugia. Ero in cucina con mia madre, tenevo in una mano un'agendina e nell'altra una penna. Conoscevo già le lettere dell'alfabeto, sapevo scriverle singolarmente ma non riuscivo ancora a metterle insieme per formare le parole. In quel periodo ero invaghita di un… Continua a leggere Scrivere per nascondersi
Le parole, l’argilla
Il venerdì è il giorno in cui esco da scuola e mi concedo una o due ore di silenzio della mente. Sbaglio, in realtà, a scrivere "mi concedo" perché non è una concessione, un regalo, una piccola ricompensa, è piuttosto una necessità. Attraverso quello che io chiamo "un corridoio di decompressione". Nonostante i miei sforzi… Continua a leggere Le parole, l’argilla
Tre poesie di Vivian Lamarque
FA NIENTE SE NON LE SCRIVI Fa niente se non le scrivi come il cieloquando non scrive alla terra e la terra restalì con la sua sete e qualche piantinamuore ma tante altre no, oppure tante altremuoiono ma qualcuna no.Fa niente se non le scrivi, tanto leiha conseguito un diplomain lettura di mail non scritte.E… Continua a leggere Tre poesie di Vivian Lamarque
Lettera all’anno che finisce
Caro Duemilaventitré,oggi voglio tornare bambina, quando ogni 31 dicembre, seduta al tavolo in cucina, scrivevo un biglietto o una lettera all'anno che andava via. Generalmente in lacrime, perché i saluti non mi sono piaciuti mai, nemmeno da piccola, nemmeno a cose astratte come te. Credo fosse un modo acerbo di tirare le somme o, ancor… Continua a leggere Lettera all’anno che finisce